Le macro fasi del lavoro sono riassumibili in 6 step:
Il primo giorno di lavoro è dedicato alla demolizione del bagno e alla realizzazione delle tracce.
La ditta incaricata inizialmente smonta sanitari e l’arredobagno, smantella i rivestimenti, pavimenti, massetti.
Sotto quest’ultimi si trovano le tubazioni dell’impianto idrico-sanitario, anch’esse da smantellare se obsolete come spesso accade.
A seguire verranno realizzate le tracce, ovvero il percorso che seguirà una parte del nuovo impianto idrico-sanitario e/o elettrico.

Nella seconda giornata avviene la posa del nuovo impianto idrico-sanitario, ovvero l’insieme di reti e apparecchiature che distribuiscono acqua calda e fredda, oltre agli scarichi delle acque.
Nei bagni moderni, il materiale più usato per questi impianti è il multistrato, così chiamato perché i tubi sono composti da strati di vari materiali.
Oltre all’impianto idrico-sanitario, è installata anche la nuova cassetta di risciacquo del wc (interna o esterna alla parete).
In giornata sono posati anche i tubi corrugati – che contengono i cavi elettrici – e le scatole portafrutti.
Anche la seconda fase richiede circa 1 giorno di lavoro, con tempi variano in base a metratura, dettagli del progetto e organizzazione dell’impresa.

Durante il terzo giorno viene gettato il massetto, uno strato di materiale che svolge tre funzioni:
Il massetto tradizionale è composto da sabbia e cemento, ma l’impresa potrebbe scegliere un massetto con diversa miscela.
La composizione del massetto influisce sui tempi di asciugatura

La quarta fase del rifacimento del bagno riguarda la posa dei pavimenti; la durata della posa dipende da superficie da coprire e caratteristiche del pavimento (tipologia e formato del modello).
I materiali più richiesti sono grès e parquet.
Il grès è un prodotto ceramico che si incolla sul massetto; il parquet si può sia incollare sia appoggiare su un materassino (posa flottante).
Nei bagni con parquet si posano prima i rivestimenti e poi il pavimento in legno, in modo da evitare graffi e altri danni alla superficie.

Ci siamo quasi: dopo il pavimento tocca ai rivestimenti.
I materiali più usati per i rivestimenti sono quelli ceramici, quindi grès o altri prodotti della categoria (mattonelle monocottura, bicottura, mosaico…).
Ricevo spesso domande sulla migliore altezza per i rivestimenti, ma in realtà non c’è un’altezza giusta o sbagliata, né una misura imposta da qualche normativa (per i bagni privati residenziali).

Nell’ultima giornata dei lavori si montano i sanitari, le rubinetterie, i complementi d’arredo e gli accessori.
Tutti gli elementi devono rispettare delle distanze minime: sia tra loro, sia rispetto a pareti laterali e altri elementi posti di fronte.
Cosa accade se non rispetti le distanze minime tra sanitari?
Non accade nulla, perché le ristrutturazioni dei bagni privati non prevedono controlli.
Tuttavia, rispettare le distanze è importante: i corretti spazi permettono un agevole passaggio e un comodo uso degli elementi.
Attenzione: le fasi descritte possono subire variazioni in base alle specifiche dell’intervento
La ristrutturazione completa di un bagno di medie dimensioni (5-6 mq) richiede almeno 7-8 giorni lavorativi; con giorni lavorativi si intende dal lunedì al venerdì compresi, sabato escluso (molte imprese non lavorano il sabato).
Ognuna delle voci influisce sulla spesa, quindi è impossibile stabilire un costo attendibile (totale) senza conoscere le tue esigenze e senza un sopralluogo.
Il rifacimento del bagno richiede autorizzazioni solo in alcuni casi, che dipendono da COSA devi fare.
Situazioni possibili:
La manutenzione ordinaria riguarda le opere leggere, come la sostituzione dei sanitari, il rifacimento dell’intonaco rovinato, la riparazione di un tubo rotto e la riparazione o sostituzione di qualche mattonella del pavimento o dei rivestimenti.
Questi piccoli lavori fanno parte dell’edilizia libera e non richiedono permessi (per l’elenco completo degli interventi, leggi il Glossario Edilizia Libera).
La ristrutturazione completa – mostrata in questo articolo – rientra nella manutenzione straordinaria e richiede una CILA (comunicazione di inizio lavori asseverata), redatta dal tecnico abilitato (geometra, architetto o ingegnere).
Nota: la CIL è stata abolita
Hai bisogno di un permesso – a maggior ragione – quando modifichi la superficie del bagno (allarghi o restringi la stanza), se aggiungi o abbatti una parete (es. realizzi un antibagno), se apri o chiudi dei fori (es. cambi la posizione della porta) e se crei un nuovo bagno.
In questi casi, la pratica è la CILA o la SCIA: dipende dalla modifica.
In merito alla necessità della CILA, chiedi conferma a un tecnico di zona, che conosce le eventuali delibere dell’Ufficio tecnico del Comune.
I lavori di manutenzione ordinaria NON sono detraibili, quelli di manutenzione straordinaria si.
Esempio: il solo cambio dei sanitari – o delle piastrelle – non è detraibile, perché è manutenzione ordinaria.
Al contrario, il completo rifacimento del bagno usufruisce del Bonus Ristrutturazione.
Prevede una detrazione dall’Irpef del 50%, calcolata sulla spesa sostenuta per lavori di manutenzione straordinaria; la cifra portata in detrazione è ripartita in 10 quote annuali – di pari importo – che recuperi nelle 10 dichiarazioni fiscali degli anni successivi.
Esempio: ristrutturi il bagno e spendi 10.000 euro.
Porti in detrazione 5.000 euro (il 50%), divisi in 10 quote di 500 € ciascuna: non è un rimborso in denaro ma uno sconto fiscale.
L’importo massimo detraibile è 96.000 € (iva compresa), per spese sostenute fino al 31 dicembre 2024.
Puoi detrarre anche le spese relative a progettazione, gestione delle pratiche e acquisto dei materiali.
I pagamenti vanno eseguiti con bonifico bancario o postale, in cui risulti la causale del versamento (con riferimento alla norma), codice fiscale del beneficiario della detrazione, codice fiscale o numero di partita iva del beneficiario del pagamento.
In alternativa al bonus ristrutturazioni, puoi scegliere la cessione del credito o lo sconto in fattura.
Con la cessione del credito trasferisci il tuo credito d’imposta a terzi (banche, Poste Italiane o assicurazioni) in cambio di un immediato corrispettivo in denaro, tuttavia inferiore al 50% ceduto, perché il cessionario trattiene un utile sull’operazione.
Esempio: credito d’imposta di € 5.000
Lo cedi a Poste Italiane, in cambio ricevi subito 4150 euro (la % richiesta da questo cessionario – nel momento in cui scrivo – è il 17%).
Con lo sconto in fattura, l’impresa applica uno sconto del 50% sul costo di lavori. In cambio devi cederle il tuo credito d’imposta (50%), che l’impresa può detrarre – come suo credito d’imposta – o cedere a intermediari finanziari (banche, Poste…).
Attenzione: lo sconto in fattura è a discrezione dell’impresa (non ha l’obbligo di applicarlo).
Il completo rifacimento del bagno offre la possibilità di accedere a un altro bonus (in aggiunta al bonus ristrutturazioni).
Parlo del Bonus Mobili, che prevede una detrazione dall’Irpef del 50%, per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici – di classe non inferiore alla A+ (A per i forni) – destinati ad arredare un immobile da ristrutturare.
Importante: la detrazione ti spetta anche quanto i beni acquistati sono destinati all’arredo di un ambiente diverso da quello oggetto dell’intervento edilizio!
Esempio: ristrutturi il bagno – col bonus ristrutturazioni – e usi il bonus mobili per l’acquisto di elettrodomestici e arredi di altre stanze.
L’importo massimo detraibile è 10.000 € (iva compresa), per spese sostenute fino al 31 dicembre 2022.
L’elenco dei mobili detraibili è disponibile nella guida dell’Agenzia delle Entrate.